Video Games
La vita è come un video games, devi affrontare vari livelli di difficoltà, sin dall’infanzia devi superare ostacoli che sembrano insormontabili, che con l’avanzare dell’età ricorderai con una risata, pensando a quanto facile era la soluzione, e pensando con quanta felicità affronteresti un ostacolo simile ora. I Boss di fine livello diventeranno sempre più cattivi, e senza scrupoli, ma se i videogiochi mi hanno insegnato qualcosa, è che ogni nemico, anche il più cattivo ha un punto debole. Il vero problema è che anche tu hai un punto debole, che devi nascondere il più possibile. Non mostrare la tua debolezza a nessuno. Il Gameplay della vita è uno schifo, la grafica grandiosa, frasi ovvie e banali, ma la cosa grave è l’assenza nella vita del Respawn, o della possibilità di accumulare vite, il che rende il tutto più difficile. Affrontare tutto ciò che ti viene messo d’avanti con coscienza del fatto che non puoi tornare indietro. Velocità di reazione, devi pensare velocemente, è un attimo e ti trovi all’ultimo livello. Non sai bene come, non è come in super mario che salti sopra il livello e salti i quadri, nella vita vorresti farti ogni livello, fino all’8-4, peccato che non potrai mai battere l’ultimo boss, la morte. Ancora nessuno c’è riuscito, ma c’è sempre una prima volta, prima o poi qualcuno batterà anche lei. Poveri illusi, battendo la morte pensiamo di aver vinto, di aver finito il gioco. Uscirà sempre un sequel, con mostri più cattivi, e livelli più complicati. Non possiamo battere il gioco della vita.